Riapertura Call Center | Mandati per call center, Si2com

Riaprire i call center su territorio campano il 4 maggio.  

Dopo il susseguirsi di news e aggiornamenti nei giorni scorsi, prima del ponte del primo maggio, lunedì 4 maggio 2020, anche i call center teleselling potranno riavviare la propria attività, dalle proprie sedi.

Bisogna riconoscere che nonostante la continua informazione, da parte degli organi governativi e regionali, non è facile reperire delle direttive ufficiali, per riaprire essendo certi di non incorrere in errori e potenziali sanzioni da parte di organi di controllo. Va chiarito che una normativa specifica per l’attività del call center, in questo momento, non è stata normata.

Passiamo ai fatti. Obblighi del gestore del call center:

  1.  Prima dell’apertura della propria struttura è obbligatorio procedere alla sanificazione, da parte di ditte in grado di rilasciare un attestato “valido”. Prima della sanificazione, i locali e le attrezzature (sedie, scrivanie, tastiere, mouse, cuffie, ecc) devono essere pulite. I prodotti sanificanti, vanno applicati su superfici già pulite.
  2.  L’accesso dei dipendenti, deve avvenire in maniera graduale, rispettando le distanze di sicurezza anche in questa procedura, mai sotto il metro di distanza.
  3. Chiunque abbia accesso nella struttura del call center deve essere munito di apposita mascherina e guanti. 
  4. Prima di iniziare a svolgere il proprio lavoro, i collaboratori devono avere la possibilità di usare detergenti per le mani, con dispenser che evitino il contatto con superfici comuni.
  5. Gli operatori devono lavorare ad un distanza che non sia mai inferiore al metro.
  6. Gli ambienti devono sempre essere sufficientemente areati, evitando ristagni d’aria.
  7. All’interno della struttura devono trovarsi, bene esposti e leggibili, volantini sul corretto comportamento di igiene e pulizia personale e norme anti contagio.

Detto questo cliccando qui  potrete avere accesso al sito del governo, dove trovare tutte le locandine del caso.

In oltre qualche consiglio: avere il termoscanner, per valutare la temperatura degli operatori, prima di farli lavorare non è un obbligo, ma una buona forma di prevenzione.
In tal caso, vi ricordo che per le normative sulla legge della privacy, i dati rilevati non possono essere conservati e/o diffusi, previa autorizzazione del soggetto interessato.

In caso di temperatura superiore ai 37,5° il soggetto, deve essere invitato a non iniziare le attività lavorative, lasciare rapidamente la struttura e a contattare il medico di famiglia, seguendo poi le sue indicazioni.

Sperando di aver chiarito meglio la situazione, vi aspettiamo per successive news.